Copywriting ai tempi del Covid-19: come usare le parole per restare vicini ai clienti

Articoli » Copywriter

Contatto digitale

Grazie internet!

Oggi lo strumento di sopravvivenza sociale per eccellenza è proprio la rete. Quel mondo virtuale tanto amato quanto odiato ora trova tutto il suo spazio nel permetterci l’unico tipo di contatto possibile: quello digitale.

Impossibile fermare le parole

È un momento particolare per ognuno, ovunque sul pianeta. Per la prima volta da quando siamo al mondo, si presenta una situazione che colpisce trasversalmente il globo, a cui viene imposto il lockdown. Gran parte delle attività lavorative si ferma perché non necessaria ai bisogni essenziali della persona. Per contrastare il grande mostro invisibile, non bisogna avere contatti tra esseri umani.

Ecco che arrivano in nostro soccorso le parole: di conforto, aiuto, motivazione, ringraziamento. Nell’ultimo mese ne abbiamo lette moltissime, dai social ai libri. Sì, perché le parole sono impossibili da fermare. Si possono rallentare o bloccare i mezzi con cui vengono diffuse, ma un modo per spostarsi lo trovano sempre.

Vediamo aziende che si riconvertono, quelle che possono, e si danno da fare per non fermarsi contribuendo a produrre quello che serve. E le altre? Quelle che per categoria devono stare a casa possono trovare un nuovo slancio nel racconto personale, da condividere online.

Il copywriter: anello di congiunzione

Come tante, anche quella del copywriter è una figura professionale che ha risentito di questa onda anomala. Fortuna vuole che il professionista in questione abbia come strumento di lavoro la sua abilità nella scrittura. In un periodo così critico, dove le mani di aziende e clienti non possono stringersi a causa del Covid-19, il copywriter diventa ancora di più l’anello di congiunzione tra le due parti.

Tra imprese e utenti finali le parole possono confortare. Anche solo promettere di rivedersi al più presto è un modo semplice di farlo e che rompe le barriere che talvolta si creano. Nel momento in cui sappiamo di essere quasi tutti seduti davanti a uno schermo, siamo consapevoli che dall’altra parte c’è una persona come noi, con paure, bisogni e desideri che in questo momento rimane lì, come in una bolla, in attesa del tempo che verrà.

Come fare? Pensa solo alla potenza mediatica dell’hashtag #iorestoacasa, oppure al più banale #coronavirus: sui social sono la porta di accesso alla grande piazza. Usali con la testa, e manda il tuo messaggio. Rompi ulteriormente quel poco che divide la tua realtà lavorativa dal cliente, perché mai come ora sentiamo di essere sulla stessa barca, insieme.

Approfitta del tempo che hai per conoscere meglio chi usufruisce dei tuoi servizi o chi frequenta il tuo locale. Instaura un rapporto più intimo, così appena potremo tornare alla normalità rivedersi sarà ancora più piacevole. Le parole sono un grande alleato. Usale bene, o rivolgiti a chi ti può aiutare nel trovare le più adatte in ogni situazione.

Curiosità: negli ultimi mesi, a causa della quarantena che ci tiene incollati a uno schermo più di prima, i social media hanno avuto un’impennata incredibile di visite, visualizzazioni, commenti e condivisioni. Perciò, questo non è il momento di abbandonarli, di chiudere le pagine aziendali con un messaggio freddo del tipo “ci rivedremo quando sarà finita l’emergenza”. Al contrario, adesso bisogna investire il tempo a disposizione per curarli con più attenzione, e trovare il modo per far sentire le persone parte di una comunità.