Social network senza like: maledizione o benedizione?

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Un mondo senza mi piace

Negli ultimi mesi Instagram sta nuotando nel mare dei “senza like” e presto la stessa sorte potrebbe capitare anche ai post di Facebook (in Australia è già realtà dal 30 settembre). Un esperimento iniziato con vari test in alcuni paesi del mondo con lo scopo di porre l’attenzione sulla qualità dei contenuti, più che sul numero dei mi piace e in generale degli apprezzamenti ricevuti.

Non è ancora una decisione definitiva, ma un test per capire come reagiscono gli utenti, gli influencer e le aziende che usano Instagram in modo attivo per promuoversi. Come sta andando questo mondo senza mi piace e consensi continui?

Meno quantità, più qualità

C’è chi ha accolto con entusiasmo l’iniziativa e chi proprio per niente, come Nicki Minaj: la rapper ha minacciato di interrompere la pubblicazione sulla piattaforma. “L’idea è quella di provare a depressurizzare Instagram, renderlo meno competitivo, dare alle persone più spazio per concentrarsi sul collegamento con chi amano e le cose che le ispirano”, ha dichiarato il CEO di Instagram Adam Mosseri.

Un altro portavoce del social ha spiegato: “Non vogliamo che Instagram sembri una competizione. Speriamo di scoprire che questo cambiamento aiuterà le persone a focalizzarsi meno sui like e più sul raccontare una storia”. La sperimentazione, infatti, si basa anche su una ricerca sul benessere degli utenti: sembra che il conteggio dei like possa causare delle pericolose comparazioni sociali, ecco perché diventa importante distogliere l’attenzione dalle vanity metrics per aiutare gli utenti a concentrarsi sui contenuti senza lasciarsi influenzare dal numero di like ricevuti.

Nuove forme di collaborazione

È tutto molto bello e ragionevole, ma cosa comporta a livello di marketing? È la fine di Chiara Ferragni & Co.? Senza dubbio grazie a un Instagram senza like possiamo dire addio ai bot e ai falsi influencer, dato che ora ciò che conta è la qualità dei contenuti e l’analisi di metriche più rilevanti, come la misurazione del ROI (Return on Investment) attraverso la pertinenza del pubblico e un coinvolgimento più significativo, come i click-through.

È chiaro che le aziende dovranno comportarsi di conseguenza e non affidarsi più al solo parametro di visibilità per il loro business, ma capire come creare nuove forme di collaborazione. Inoltre, nascondere i mi piace su Instagram sta portando i consumatori a interagire con una gamma più ampia di brand con cui hanno un legame genuino e passione, piuttosto che apprezzare quelli più popolari regalando di fatto dei like “vuoti” e privi di significato se non quello di conformarsi al gregge. Avere i like nascosti su Instagram si traduce anche in una creatività più autentica: una maledizione per molti influencer o presunti tali, può darsi, ma un’esperienza decisamente migliore per le persone.