Google Trends: come scegliere le parole chiave migliori

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Parole chiave: il segreto per posizionarsi online

La SEO si basa essenzialmente sull’ottimizzazione delle parole chiave da posizionare sui motori di ricerca: dominio e tag html, immagini, documenti e così via. La domanda sorge spontanea: come si identificano le giuste parole chiave per far sì che un sito web sia ben posizionato su Google?

La scelta delle keywords è una fase delicata, perché dipende soprattutto dall’obiettivo prefissato, dal target di riferimento, dai prodotti offerti e dalla risposta a due quesiti fondamentali: quali sono le parole chiave che i potenziali clienti/visitatori usano per trovare i servizi offerti? E se un utente volesse un determinato prodotto come lo cercherebbe online? Google offre degli strumenti interessanti per trovare le keywords più adatte alla propria attività. Uno di questi è Google Trends.

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Di solito, i primi due errori che fanno le aziende quando devono decidere quali parole chiave usare è limitarsi ad argomenti generici che riguardano il brand, oppure pensare a parole troppo specifiche usate dagli addetti ai lavori (colleghi, fornitori, competitor), ma non da chi effettua una ricerca su Internet.

Un’azienda che vende finestre, ad esempio, potrebbe scegliere “infissi in vetro camera” come frase per posizionarsi. Ma se un utente cercasse un prodotto del genere sceglierebbe davvero quelle parole? Oppure preferirebbe dei sinonimi che usa abitualmente? Forse sì, è molto più probabile che digiti “finestre a doppio vetro”. Quindi, nella scelta delle keywords, un’azienda deve mettersi nei panni dei potenziali clienti e provare a individuare:

  • Frasi, combinazioni, sinonimi di parole che gli utenti potrebbero cercare in relazione ai loro bisogni.
  • Una categoria di parole chiave suddivise per tipologia, riguardanti un prodotto, un brand, un’azione da svolgere ecc.
  • Un elenco di termini e sinonimi che possono essere in qualche modo associati al proprio brand, magari prendendo ispirazione da altri competitor o aziende di riferimento.

E dal punto di vista quantitativo, quante parole chiave è meglio utilizzare? Anche in questo caso partiamo dagli utenti: quante keywords vengono digitate quando effettuano una ricerca? Il consiglio è quello di usarne più di una: 1 o 2 parole chiave generiche unite a 2 o 3 parole più specifiche, cercando di scegliere quelle usate dal proprio target. In questo modo il traffico che arriverà al sito sarà formato da persone che sono realmente interessate all’argomento proposto e potenzialmente intenzionate ad approfondire. Invece, per intercettare i bisogni di alcune nicchie di mercato è necessario usare più di 3 parole chiave legate a frasi o azioni che un utente vorrebbe compiere.

Esempio pratico: dobbiamo lavorare al progetto SEO di un’azienda toscana che vende diversi tipi di vini, soprattutto vini rossi del territorio. L’espressione “vino rosso” potrebbe ottenere elevati volumi di ricerche su Google ogni mese, tuttavia sarà molto meglio lavorare per posizionarsi su qualcosa di più specifico, come “vini rossi toscani” o ancora meglio “vini rossi toscani pregiati”. Il motivo è semplice: chi digita “vino rosso” forse non ha le idee molto chiare su cosa stia cercando e magari vuole solo dare un’occhiata alle possibilità offerte. Chi invece digita “vini rossi toscani pregiati” ha già deciso che tipo di vino desidera ed è più propenso a cliccare su un sito o ad acquistarne online il prodotto.

Google Trends: le ricerche di tendenza sono qui

Google Trends è uno strumento fantastico per la scelta delle parole chiave e corre in aiuto di chi non mastica molto bene la SEO, o non sa come orientarsi in un mondo virtuale popolato da un’infinità di keywords. Con Trends possiamo capire facilmente l’andamento delle parole chiave digitate sul motore di ricerca e confrontare anche i volumi di ricerca tra varie parole, a seconda dell’area geografica, degli intervalli di tempo e delle categorie di argomenti.

È molto utile anche nel caso di indecisione tra due termini simili, poiché possono avere performance di ricerca molto diverse, anche a seconda della zona geografica utilizzata. Ad esempio, grazie a Google Trends possiamo scoprire che negli Stati Uniti “digital marketing” è più usato di “web marketing”, ma in Italia è esattamente l’opposto. Quindi, se dobbiamo scrivere un contenuto sul web marketing per un pubblico statunitense, sapremo con certezza quale parola chiave scegliere per intercettare più persone..

Un altro utilizzo interessante di Trends è quello di sfruttarlo per conoscere le parole più cercate del momento in tutto il Web, o per specifici argomenti, e dunque tenersi al corrente sulle ricerche di tendenza più recenti. Inoltre, questo strumento può essere sfruttato anche per monitorare le parole chiave con il più alto tasso di crescita del proprio settore di riferimento.

Trends è un tool essenziale e basato su dati reali, messo a disposizione da Google per iniziare a fare della SEO efficace. È semplice, intuitivo e può aiutare a creare dei contenuti originali e utili per gli utenti. Ma soprattutto è gratuito. Quindi, cosa aspetti a usarlo?

Fonte: “SEO Google – Guida pratica per farsi trovare con Google” (Francesco De Nobili, Hoepli Editore)